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Storia del giardinaggio PDF Stampa E-mail
Monday 20 November 2006
Sebbene la coltivazione delle piante per nutrirsi risalga e epoche preistoriche, le prime testimonianze dell'esistenza di giardini ornamentali sono da considerarsi le pitture murali egiziane del 1500 a.C.; rappresentano laghetti ricoperti di ninfee loto e circondati da file di alberi di acacia e di palme. Anticamente ci sono testimonianze anche di una tradizione di giardinaggio presso i persiani: si trovano citazioni di un "giardino del paradiso" appartenuto a Dario il Grande e i Giardini pensili di Babilonia erano considerati una delle Sette Meraviglie del Mondo.
Le influenze persiane si propagarono all'antica Grecia: attorno al 350 a.C. c'erano giardini presso l' Accademia di Atene e Teofrasto, che scrisse di botanica, si suppone avesse ereditato il giardino di Aristotele. Anche Epicuro possedeva un giardino in cui amava camminare e insegnare, che lasciò poi a Ermarco di Mitilene. Alcifrone fa menzione di giardini privati.
I giardini più rinomati del mondo occidentale antico furono i giardini di Tolomeo ad Alessandria e grande influenza ebbe la tradizione di giardinaggio importata a Roma da Lucullo. Le pitture murali di Pompei, insieme ai resti archeologici, sono testimoni degli sviluppi elaborati che portarono anche alla costruzione di enormi giardini grazie alla grande ricchezza dei romani. I resti di alcuni di questi grandi giardini sono ancora oggi visibili, come ad esempio presso Villa Adriana a Tivoli.
Bisanzio e la Spagna moresca mantennero vive le tradizioni dopo il VI secolo. Nel frattempo una tradizione di giardinaggio si era autonomamente sviluppata in Cina, e poi in seguito da qui in Giappone, dove si tradusse nella creazione di giardini aristocratici che riproducevano paesaggi in miniatura centrati attorno a laghetti oppure dei severi giardini zen presso i templi.
In Europa, l'arte del giardinaggio rinacque durante il XIII secolo in Languedoc e nell'Ile-de-France, e poi nei giardini delle ville italiane nel primo Rinascimento. I parterres francesi, la cui tradizione risale alla fine del XVI secolo ebbe il suo massimo fulgore nelle interpretazione che ne diede Andre le Notre nella progettazione dei principali giardini nobiliari di Francia. Nel XVIII secolo il giardino di paesaggio inglese aprì nuove prospettive. Il XIX secolo vide il fiorire del revival dei giardini storici e la nascita dei giardini romantici di cui una delle espressioni più note è quella dei cottage gardens inglesi.
Nel XX secolo l'arte del giardinaggio si evolse integrandosi con la nuova disciplina urbanistica.

Bibliografia
    ▪     J. S. Berrall. The Garden: An Illustrated History
  ▪     Ciolek, Gerard. "Ogrody polskie" [Giardini di Polonia]. Edizione rivista della pubblicazione del 1954 sotto lo stesso titolo, aggiornata ed espansa da Janusz Bogdanowski. Warszawa: Arkady (1978).
  ▪     Carroll, Maureen. "Earthly Paradises: Ancient Gardens in History and Archaeology" (Londra, British Museum Press 2003)
   ▪     E. Hyams. A History of Gardens and Gardening (1971)

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